NaturalMente – Connettiamo Milano alla natura

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Milano e l’hinterland milanese costituiscono una realtà tra le più antropizzate in Italia. La naturalità ha lasciato il posto a connessioni infrastrutturali tra i Comuni basate su cemento e asfalto, che stanno compromettendo le connessioni ecologiche “storicamente determinate”.

Nello specifico, l’area oggetto di studio è collocata in un triangolo che ha il vertice in Zona 5 a Milano, si estende verso sud-est fino a Locate Triulzi lungo il corso del Lambro Meridionale, attraversa a sud il territorio di Basiglio e risale verso Milano lungo un tratto del Naviglio Pavese.

Dal punto di vista paesaggistico e ambientale è un’area rappresentabile come un “sistema a mosaico” costituita in questo specifico caso da zone antropizzate che negli anni hanno subito momenti di forte uso a scopo civile o industriale, seguiti non di rado da momenti di abbandono e degrado, intervallate a zone che possiamo definire “naturali” rappresentate dal tipico paesaggio umido della pianura padana.

Questo paesaggio è costituito da canali, spesso costruiti dall’uomo o comunque utilizzati da esso come le rogge, piuttosto che da zone palustri create dall’esondazione dei canali stessi o nei periodi di forte pioggia, oppure naturalmente presenti come risorgive, corsi d’acqua naturali, prati e aree boschive.

Si tratta di luoghi percepiti dalla cittadinanza come marginali, degradati e dunque spesso evitati oppure utilizzati in modo occasionale e inconsapevole rispetto al loro valore dal punto di vista ambientale.

Paradossalmente proprio la parziale lontananza dell’uomo ha permesso la riconquista di questi spazi da parte del mondo vegetale, ricostituendo così un sistema ambientale idoneo per il ripopolamento naturale da parte della fauna selvatica, che in alcuni casi appartiene a specie protette da norme comunitarie.

Si sono così creati dei sistemi ambientali ad uso misto uomo-fauna, che potrebbero compromettere i delicatissimi equilibri della biodiversità rappresentata dalle svariate specie presenti tra avifauna, insetti, farfalle, libellule e piccoli mammiferi.

Nelle aree cui si orienta questo progetto di connessione ecologica e che sono tutte comprese all’interno della futura Città Metropolitana di Milano, l’ecosistema è molto minacciato e impoverito e si rendono necessari interventi di valorizzazione su vasta scala per restituire alla natura e alla biodiversità un habitat più favorevole e alle popolazioni insediate nuove possibilità di relazione e fruizione con la natura.

La chiave di lettura dei luoghi che proponiamo in questo progetto è la definizione di sistema ambientale: “La struttura di un sistema ambientale è la relazione spaziale tra ecosistemi distinti, la distribuzione dell’energia, dei materiali, e delle specie in relazione alle dimensioni, forma, numero, tipi e configurazioni degli ecosistemi” (Risser P.G. 1987).

Se in questo caso consideriamo come sistema ambientale l’insieme di relazioni create tra ambienti antropizzati ed ambienti naturali, riusciamo a comprendere come proprio le aree di passaggio e comunicazione tra un tassello del mosaico ambientale e l’altro possano essere paragonabili a ecotoni, ovvero a quelle aree di sovrapposizione nelle quali due o più comunità convivono e si sovrappongono, aumentando il numero di specie presenti e dunque la biodiversità, in un delicato equilibrio che vede uomo e natura condividere spazi comuni.

Questa condivisione, crea forti criticità per la biodiversità e la presenza delle specie più facilmente disturbabili a causa dell’antropizzazione esercitata attraverso:

– elevata frammentazione delle aree naturali

cementificazione delle sponde dei canali

– utilizzo delle aree in prossimità delle zone ripariali ad uso industriale, civile, agricolo intensivo

inquinamento delle acque

– messa in atto di comportamenti impropri quali bracconaggio, utilizzo di sostanze nocive nell’agricoltura, discarica di rifiuti, svolgimento di attività sportive altamente disturbanti come il motocross

– presenza di canali di comunicazione stradale rilevanti come tangenziali, autostrade, strade provinciali

– presenza di pali e cavi dell’alta tensione.

Tuttavia, proprio negli ambienti modificati dall’uomo, gli ecotoni svolgono un ruolo rilevante in quanto aree di maggiore diversità ambientale (si pensi ad esempio a boschetti, siepi, filari di alberi, canali, vecchie strade abbandonate, aree in disuso), perché in essi possono sopravvivere specie rare o non compatibili con le pratiche agricole e rappresentano inoltre importanti corridoi ecologici, in quanto luoghi di passaggio di nutrienti, energia, acqua, spore, semi ed animali da un elemento all’altro del mosaico ambientale nel nostro caso costituito da aree di ristoro, riposo e riproduzione.

Lo studio e la gestione degli ecotoni quali corridoi ecologici nel Sud Milanese, assume rilevanza per:

– permettere il mantenimento e lo sviluppo della biodiversità fino ad oggi creatasi spontaneamente

– permettere l’accesso, la permanenza e l’eventuale riproduzione di specie migratorie grazie alla loro visibilità

– permettere la fruibilità del territorio alle specie autoctone nel rispetto del singolo areale

– difendere il territorio dallo sviluppo delle specie alloctone con metodi naturali, riducendo la competizione specie-specifica

– creare fasce di protezione naturali per le specie più sensibili alla presenza umana, prevedendo comunque la possibilità di una fruizione limitata e consapevole da parte dell’uomo in tali fasce

– valorizzare aree dismesse o in disuso con interventi di piantumazione e pulizia

– favorire processi di ripulitura delle acque attraverso metodi naturali come la fitodepurazione

– favorire la presenza di essenze vegetali preziose per la maggiore purezza dell’aria in prossimità di aree abitate.

In generale, questa proposta ha l’obiettivo di intervenire sui seguenti temi oggetto del bando:

– individuazione e valorizzazione di corridoi ecologici di vasta scala

– creazione, laddove mancanti, di collegamenti tra le aree naturalistiche importanti già esistenti, tramite specifiche Azioni.

In particolare, si prefigge da un lato di rafforzare naturalità nella parte della futura Città Metropolitana di Milano che si affaccia sul Parco Agricolo Sud Milano e, dall’altro, di sensibilizzare Amministrazioni Comunali e opinione pubblica riguardo il concetto di biodiversità come entità viva e bene comune, cercando di ridare alla natura ciò che è della natura e incentivando l’assunzione di responsabilità e cura dei luoghi da parte degli abitanti come condizione per una gestione duratura nel tempo degli interventi di miglioramento.

In sintesi, lo Studio di Fattibilità sarà mirato alla verifica delle condizioni per la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento di una fascia di continuità ecologica nel triangolo territoriale denso di punti critici tra il primo corso del Lambro Meridionale e il Naviglio Pavese, per implementare una connessione tra le “aree sorgenti” (aree umide e oasi naturali) esistenti nei Comuni di Milano/Zona 5, Rozzano, Opera, Pieve Emanuele, Locate Triulzi e Basiglio.

 

Immagine triangolo Naturalmente

In figura il triangolo su cui interviene il progetto NaturalMente

Capofila del progetto: Comune di Locate di Triulzi

Partner: Forum Cooperazione e Tecnologia, LAC

Sponsor: Comuni di Rozzano, Opera, Pieve Emanuele, Milano/Consiglio di Zona 5, Basiglio

Partner finanziatore: Fondazione Cariplo

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